12 ottobre 2014

Recensione: Tearaway - Il messaggero di Carta


.:. a cura di Lorenzo "DrakeGeneration".:.


Se c'è una console sfortunata è proprio PsVita che nonostante sia una console versatile, innovativa e con funzioni nuove come touch screen, touch pad e giroscopio non raggiunge i risultati di vendita della vecchia Psp adeguandosi a discreti risultati di vendite. Sfortunatamente PsVita non ha mai avuto un gioco che sfrutti realmente tutte le sue funzionalità. Ebbene, Tearaway è il primo (e unico) gioco che sfrutta la PsVita nel migliore dei modi. Ideato dalle menti di Media Molecule, famosi per la serie LittleBigPlanet, Tearaway è la killer app di questa incompresa console.



Mondi bizzarri e fantasiosi... interamente di carta!
A prima vista Tearaway può sembrare un gioco per bambini, buffo e adorabile, ma è molto di più, un'esperienza profonda e originale che tenta di portare un messaggio importante. A rendere Tearaway un titolo stilisticamente unico è l'originalissima grafica: il mondo è totalmente di carta. Da questa geniale idea sorgono splendidi panorami e ambientazioni che sorprendono capitolo dopo capitolo. Iota è un messaggero che deve dirigersi verso il sole per consegnare la busta nella sua testa in un mondo attaccato da piccole creature malvagie chiamate Cartacce. Per gli abitanti di questo mondo cartaceo il sole è una figura strana e misteriosa, infatti dopo aver scelto uno dei due personaggi disponibili (Iota e Atoi, rispettivamente maschio e femmina) vediamo la nostra faccia in un'enorme sole grazie alla fotocamera integrata che riprende il nostro volto. Gli abitanti sono buffi e colorati: da animaletti come scoiattoli e strane figure di carta vagamente simili a esseri umani. Gli ambienti sono molto fantasiosi, molti dei quali rirpesi da ambienti naturali, ad esempio il terreno è formato da strati di fogli colorati e l'acqua da rotoli di carta. Ogni capitolo mostra ambienti sempre vari e soprendenti curati fin nei minimi particolari.


Solito meccaniche, solito platform, anzi, perché non stimolare la creatività?
Iota può essere completamente personalizzato trovando i coriandoli nell'ambiente, moneta per acquistare oggetti e vestiti, similmente a LittleBigPlanet, ma ancora più ampio grazie alla possibilità di creare oggetti con un editor completo di fogli di tutti i colori, matita per disegnare e forbici per tagliare Il gameplay è tipicamente platform, Iota salta, rotola e combatte in ambienti sempre più vasti con l'avanzare dei capitoli, ma protagonista quanto Iota siamo noi: con il touch pad potremo effettuare potenti attacchi mentre sbuca dallo schermo un enorme dito, con il giroscopio si muovono piattaforme e con il touch screen si possono sconfiggere alcune Cartacce. Con la telecamera si scattano foto con vari filtri grafici e a diverse distanze visive, spesso gli abitanti chiedono di scattargli foto o disegnare oggetti per incollargierli con l'editor. Parlando con gli abitanti si ottengono missioni principali e secondarie, i primi sono sequenza lunghe che portano da un luogo all'altro per l'avanzamento della storia, le seconde sono piccoli obiettivi come recupero di oggetti o disegni per dare nuova linfa al personaggio. Nel mondo di gioco ci sono pacchi regalo rossi e blu, i primi si trovano nell'ambiente nascosti in punti accessibili con strade secondarie, i secondi si ottengono completando gli incarichi secondari. Le Cartacce sono suddivise in varie categorie ognuna con differenti pattern d'attacco tra cui spiccano i Wendigo, mostri che sembrano malvagi ma nascondono un grande cuore. Sono presenti anche fasi in cui si rotola da tubi che ricordano molto il vecchio Kula World per Ps1, anche se molto semplificate.
Dopo una serie di elogi sulla creatvità e la genialità non si può non dire l'unico vero difetto del gioco: la facilità. Le sequenze platform sono estremamente semplici e nonostante le molte trovate per sfruttare la console non c'è mai un livello di sfida degno di nota; anche il combattimento, troppo semplice e spesso superficiale, non sfrutta le originali meccaniche di azione integrata con il touch screen. La cosa più amara sono i captoli finali che dimostrano un bilanciamento perfetto della difficoltà con meccaniche originali pefettamente integrate con il gamepay e fanno pensare perché la maggior parte del gioco sia come un lungo tutorial. Il bizzarro capitolo finale fa rifellettere lasciando un messaggio che starà a voi scoprire.


Geniale, creativo e mai ripetitivo, ma la longevità?
L'aspetto indubbiamente più originale è lo stile grafico: estremamente evocativo, curatissimo, vario e pieno di piccoli dettagli interessanti. Non colpisce ugualmente la qualià delle texure, pulite e funzionali ma niente di sorprendente, peccato anche per gli evidenti cali di frame rate nelle situazioni concitate con molte Cartacce a schermo. In verità contano poco le analisi tecniche poiché lo stile grafico cartaceo maschera qualsiasi difetto e la buona vastità degli ambienti chiude un quadro estremamente positivo.
La longevità è il secondo e ultimo difetto: poco meno di 5 ore per completare il gioco che aumentano di poche ore con gli obiettivi secondari, i collezionabili e i trofei. Davvero troppo poco, anche se la genialita e la varietà risollevano il giudizio complessivo.


COMMENTO FINALE
La volontà di Media Molecule nel creare titoli originali è straordinaria, un esempio per tutte le software house che sfruttano le saghe proponendo seguiti su seguiti senza alcuna innovazione. Finalmente è arrivato un titolo che sfrutta perfettamente tutte le caratteristiche della console, purtroppo l'estrema facilità e la bassa longevità non rendono giustizia al gameplay. Con un po' più di cura sarebbe potuto essere un piccolo capolavoro, resta una delle esperienze più originali e sorprendenti degli ultimi anni. Se volete un gameplay profondo guardate altrove, ma se cercate un'esperienza innovativa e diversa dalle altre Tearaway fa certamente al caso vostro.


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